| Da oltre trent'anni nel mondo del podismo, e ancora oggi ama lo sport come all'inizio della carriera... |
LO SPORT SOTTO LE LENZUOLANegli anni ’70, quando incominciai a interessarmi di sport, uno degli argomenti più dibattuti era la convivenza tra attività sportiva e sesso. Sicuramente qualcuno ricorderà i tempi della grande Inter del mago Herrera che costringeva i suoi giocatori a rigidi ritiri; a dire il vero in quegli anni, non solo nel calcio ma anche in altri sport, si era convinti che l’attività sessuale in prossimità di un evento sportivo potesse arrecare danno.Si guardava con sospetto, o forse con invida, la mitica Olanda di Cruiff che era ritenuta la nazionale da i costumi più libertini. In passato sesso e sport erano considerati incompatibili in termini energetici; oggi si sa che un atto sessuale normale prevede un consumo di 200/300 calorie e non è più faticoso di qualche km di corsa o del salire due rampe di scale a piedi. L’attività sessuale a livello psicologico fa bene a chi pratica sport agonistico, il sesso nell’ambito di una relazione stabile serve a rilassare. E’ diverso il caso di un rapporto occasionale dove il tipo di coinvolgimento emotivo può essere fonte di stress. Una normale attività sessuale non richiede un eccesivo consumo energetico, sicuramente è fonte di benessere, favorisce il riposo e aiuta a essere più rilassati prima di una competizione. Al contrario è proprio l’astinenza che può essere nociva provocando ansia e stress. Attualmente, il sesso secondo molti studiosi funziona come una sorta di “doping naturale” e sembra che ciò valga tanto per gli uomini quanto per le donne, dove analoghi meccanismi endocrini caratterizzano l’attività sessuale e la determinazione caratteriale. Sembra infatti che durante l’attività sessuale s’innalzino i livelli di testosterone e che lo stesso testosterone accompagni poi i comportamenti aggressivi. Ecco perché nel caso sia richiesto particolare vigore da parte dello sporivo, il sesso è indicato al fine di migliorare le proprie performances. La scienza è ormai orientata a considerare positiva l’idea che il rapporto sessuale aiuti nelle competizioni o che perlomeno non indebolisca il fisico dell’atelta. Ormai rispetto al recente passato l’orientamento generale sia degli allenatori che dei presidenti è più permissivo riguardo il problema sesso, anche se a ridosso delle competizioni per i loro atleti, preferiscono curare l’allenamento e non preoccuparsi dello stress fisico e mentale. D’altra parte c’è chi da sempre sostiene che il sesso rende campioni. Gli stessi racconti degli sportivi hanno alimentato questa teoria: il saltatore in lungo Bob Beamon dopo aver raggiunto gli 8,90 m alle olimpiadi del ’68, dichiarò che il suo segreto era stato una lunga notte d’amore. A fianco delle esperienze sopracitate ho ritenuto fosse opportuno sentire il parere di alcuni colleghi corridori che normalmente si allenano con me; alla mia richiesta su come si comportassero nell’imminenza di una gara rispetto al sesso, dopo un momento di perplessità, come se il problema non li riguardasse, e dopo aver chiarito i miei intenti di ricercatore, ho ricevuto le riposte più differenti, ne riporterò due in breve: un mio collega, mi ha risposto che, nei giorni prima di una maratona, al sesso non ci pensa, viceversa, un'altro "intervistato", mi ha confidato che l’avvicinarsi della gara lo porta a incrementare l’attività sessuale, sarà vero? In conclusione si può certamente affermare che il sesso non è nocivo per chi svolge attività sportive e viceversa che lo sport migliori l’attività sessuale. |
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