Da oltre trent'anni nel mondo del podismo, e ancora oggi ama lo sport come all'inizio della carriera...
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CONSIGLI SULLA PREPARAZIONE ATLETICA

L’approccio all’ultramaratona negli ultimi anni è cambiato radicalmente; negli anni passati, la gara era vissuta come un’avventura, come una sfida a se stessi, si partiva con un po’ di paura, con rispetto, oggi sta succedendo il contrario, si affronta questa distanza con troppa faciloneria, senza una preparazione specifica. In particolare noto che molti atleti si allineano alle gare senza una preparazione fisica e mentale adeguata e per questo credo che si debba cercare di modificare l’approccio all’ultramaratona, che deve passare gradatamente dall’improvvisazione, dall’avventura, alla razionalità senza per questo abbandonare quel pizzico di follia che accompagna tutti gli ultramaratoneti.
Uno degli obiettivi del piano sanitario nazionale è quello della tutela sanitaria di chi pratica attività sportive agonistiche e non agonistiche e della prevenzione e controllo dell’impiego di sostanze dopanti. Evitate il doping.
Il doping è un fenomeno diffusissimo nel podismo come in altri sport. Il mio obiettivo come atleta e come medico dello sport è quello di far capire che si può fare sport ad altissimo livello senza scorciatoie "illecite" ma con allenamento e vita di atleta. Solo così si può ottenere risultati costanti nel tempo e non in qualità di "meteore" dello sport. Inoltre la tutela dello sport agonistico prevede l’obbligatorietà della visita medica (D.M. 18 feb. 1982) da effettuarsi una volta l’anno.
La visita medico-sportiva per l’attività agonistica deve essere fatta presso i centri medico-sportivi accreditati, pubblici o privati, che sono gli unici accreditati a rilasciare il certificato valido per l’attività agonistica. Per concludere questo preambolo considerate l'integratore non è una sostanza miracolosa, ma un utile e necessario supporto all'allenamento e ad una alimentazione corretta.
Prima di iniziare la vera e propria programmazione per una gara di ultramaratona, è indispensabile procedere ad un’adeguata valutazione delle condizioni generali dell’atleta. Chiunque si avvicini alla pratica di un’attività sportiva, e soprattutto all’ultramaratona, deve essere seguito dal punto di vista medico, per ottenere i massimi benefici e ridurre al minimo i rischi in ogni caso presenti.


NUOVE TECNOLOGIE DI ANALISI

Nuove tecnologie di analisi si stanno profilando all'orizzonte. Prelievi non invasivi di liquidi organici consentono di misurare, con estrema precisione, alcuni valori individuali dell'atleta. Detti valori, elaborati con software particolari, consentono una profilazione individuale che consente, attraverso un'alimentazione corretta e un programma di allenamento personalizzato, l'ottenimento della migliore resa atletica possibile, senza ricorso del pericoloso e sleale utilizzo di sostanze doppanti.


VISITA ORTOPEDICA E VISITA POSTUROLOGICA

Ancor prima di iniziare la preparazione di un’ultramaratona, sarebbe opportuno, inoltre, eseguire una visita ortopedica che permetta allo specialista di valutare le condizioni osteoarticolari dell’atleta.
Eventuali patologie di base potrebbero controindicare la pratica dell'attività sportiva. Un'altra visita che può dare riscontri molto interessanti è la visita posturologica effettuata con pedane professionali e personale specializzato in Functional Medicine.
La Functional Medicine valuta sempre e comunque la componente strutturale e biomeccanica dell’organismo , utilizzando le tecniche della Kinesiologia Applicata e le indagini di tipo posturologico , per evidenziare l’eventuale esistenza di trigger nella struttura corporea che scatenano o alimentano condizioni disfunzionali o vere e proprie patologie dolorose.
La terapia è sempre funzionale all’origine della patologia, e di volta in volta sarà indirizzata all’intervento specialistico di competenza, fisioterapico o gnatologico o oculistico, accompagnato da un supporto complementare pertinente alle altre aree cliniche interessate.



ALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE

L’alimentazione riveste un ruolo importantissimo nella preparazione e nello svolgimento della gara.
Si tenga presente che in una gara di ultramaratona il dispendio energetico è notevole, si passa mediamente da circa 7.000 chilocalorie in una 100km a circa 15.000 chilocalorie in una 24h.


Integrazione durante il periodo di preparazione

Con l’aumentare dei chilometri settimanali d’allenamento, l’ultramaratoneta deve essere in grado di valutare il proprio consumo energetico e quindi adeguare l’alimentazione.
L’ultramaratoneta dovrebbe ingerire carboidrati, grassi e proteine. Ha inoltre bisogno di sali minerali e vitamine. La quantità di sali minerali ed acqua espulsi con il sudore durante la preparazione e la gara deve essere in qualche modo reintegrata. Diventa perciò importante bere non solo acqua, ma sostanze contenenti sali e carboidrati di facile assimilazione, da diluire in acqua in relazione alle condizioni atmosferiche.


Integrazione in gara

Una norma prioritaria è quella di evitare invenzioni dietetiche dell’ultima ora.
  • Diete iperproteiche, iperglicidiche e integratori vari, oltre a non moltiplicare l’energia dell’atleta, possono addirittura pregiudicarne il rendimento. Infatti, un forte consumo di proteine rischia di alterare il PH del sangue portandolo verso l’acidità, inoltre aumenta il sovraccarico di scorie metaboliche.
  • L’eccesso di grassi crea difficoltà digestive.
  • Un eccesso di vitamine e sali minerali non possono essere immagazzinate come scorte e quindi non sono utilizzabili oltre la normale presenza nell’organismo, possono inoltre aggravare il lavoro degli organi deputati al ricambio (smaltimento delle scorie).
La mia esperienza di ultramaratoneta mi fa ritenere che fino a gare di 100 km sia possibile alimentarsi con bevande energetiche liquide, ma, con l’aumentare delle distanze è necessario utilizzare dei cibi solidi, ovvero piccoli pasti consumati a intervalli regolari.


Integrazione post-gara

Dopo la fine della gara o di un allenamento impegnativo è importante curare il recupero fisico reintegrando innanzitutto il glicogeno muscolare e le riserve glucidiche in genere, il patrimonio idrico. Dopo un esercizio fisico intenso occorrono circa 20h per ricostruire le scorte di glicogeno muscolare.
Il pasto dopo gara non deve sovraccaricare l’apparato digerente. L’apporto calorico deve essere inferiore di circa 1/3 rispetto al normale fabbisogno quotidiano.

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