Newsletter 4/2020 – Quel che penso dopo il voto in Emilia (guardando alla Toscana)

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Carissime e carissimi,

quella di domenica in Emilia Romagna è stata una grande vittoria per il centrosinistra e sono particolarmente contento che un simile risultato abbia premiato sia una persona davvero in gamba e un amico vero come Stefano Bonaccini sia anni di buon governo e buona amministrazione della Regione!

Guai però se pensassimo che alla luce di questo risultato possiamo abbassare la guardia qui in Toscana. Anzi. Quello che è accaduto in Emilia Romagna deve essere ancor più di stimolo per tutti noi a dare il 120% nelle settimane e nei mesi che abbiamo davanti a sostegno della candidatura di Eugenio Giani.

Quello che ci dice questo voto, piuttosto, è la conferma che quando ci mobilitiamo, quando sappiamo risvegliare le nostre coscienze, quando torniamo a fare proposte vere e concrete per i nostri territori, quando non chiniamo il capo ma anzi reagiamo con forza davanti all’arroganza, alla tracotanza, all’odio e alla paura che vuole infondere la Bestia salviniana, noi VINCIAMO. Lo abbiamo visto alle scorse amministrative dove i nostri straordinari sindaci hanno ribaltato il voto delle europee, lo abbiamo visto in Emilia Romagna e possiamo davvero vederlo di nuovo, tra poco più di 100 giorni, nella nostra regione.

Io, vi assicuro, ce la metterò tutta e non mi risparmierò nemmeno un secondo ma per potercela fare avrò bisogno dell’aiuto, del sostegno e del contributo di tutti.
E di cose da fare, potete immaginare, ne avremo un sacco! 🙂

Intanto, per cominciare, ho provato a indicarne alcune in QUESTA INTERVISTA AL TIRRENO e tra tutte, una di quelle a cui tengo di più, è quella relativa alle famiglie e agli asili nido (QUI): in tanti mi avete già scritto e mandato ulteriori idee e suggerimenti ma, se potete, vi chiedo di continuare a farlo anche via mail: antonio@antoniomazzeo.it.
Vi ringrazio in anticipo perché sono davvero convinto che la Toscana del futuro dobbiamo insieme e col protagonismo di tutti i territori, dai capoluoghi alle “periferie”.

Un altro tema che per me è e deve restare centrale è poi quello legato alla memoria. Come ogni anno, in occasione del 27 gennaio (anniversario della liberazione di Auschwitz) abbiamo voluto ribadire con forza l’importanza di non dimenticare mai l’orrore dei campi di concentramento: io l’ho fatto a San Miniato davanti agli studenti delle scuole e poi partecipando alla seduta solenne cui ha preso parte anche Tatiana Bucci, una delle sopravvissute che ho avuto l’onore di conoscere lo scorso anno sul Treno della Memoria (QUI). Proprio quel viaggio, uno dei più emozionanti della mia vita, l’ho raccontato in uno dei capitoli di Controcorrente e ho deciso di condividerlo con più persone possibili rendendolo scaricabile gratuitamente dal mio sito (lo trovate QUI). So bene che le parole non possono neppure lontanamente descrivere l’atrocità di quei luoghi, ma ringrazio di cuore chi, dopo aver letto quelle pagine, mi ha scritto per dirmi che qualcosa era riuscito davvero ad arrivare. Credo sia (anche) così che possiamo non spegnere mai la fiamma insostituibile della memoria.

Di questo, e di molto altro, parleremo nelle prossime presentazioni di Controcorrente che, come vi avevo anticipato, proseguono senza sosta su tutto il territorio della provincia pisana. Questi i prossimi appuntamenti:

  • GIOVEDI 30 GENNAIO | GUARDISTALLO => alle ore 18.00 presso il Palazzo Comunale (Sala Consiliare) in via Palestro 24
     
  • LUNEDI 3 FEBBRAIO | PONTEDERA => alle ore 17.45 presso la Saletta Carpi in via Valtriani 18
     
  • MERCOLEDI 5 FEBBRAIO | FAUGLIA => alle ore 18.15 presso il Bar Sport in Corso Repubblica 75
     
  • MERCOLEDI 5 FEBBRAIO | CAPANNOLI => alle ore 21.15 presso il Circolo Arci in via del Fontino
     
  • GIOVEDI 6 FEBBRAIO | MONTEVERDI M.MO => alle ore 18.00 presso InFood in via San Rocco

Vi aspetto!
PS: Avete visto l’intervento di Liliana Segre al Parlamento Europeo? Se non lo avete fatto, guardatelo (QUI) perché è semplicemente straordinario. A differenza di chi, nel nostro Senato, è addirittura rimasto a sedere di fronte a lei o di chi, avendo Mussolini come cognome, si permette addirittura di offenderla (QUI), a Bruxelles si sono alzati tutti in piedi di fronte a un vero e proprio gigante del nostro tempo a cui non diremo mai GRAZIE abbastanza.


Un abbraccio,
Antonio

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