Newsletter 29-2016 – Sanità e lavoro, dal governo Renzi importanti stanziamenti per la Toscana

Carissime e carissimi,

questi primi giorni di settembre hanno consegnato alle cronache il caos scoppiato nella giunta Raggi al Comune di Roma. Non entro nel merito delle vicende giudiziarie (noi, al contrario del loro giustizialismo a giorni alterni, siamo sempre stati e sempre saremo prima di tutto garantisti), ma mi limito a una considerazione: la politica, l’amministrazione della cosa pubblica, il governo di una istituzione sono compiti estremamente seri. Seri e delicati. In questi anni il Movimento 5 Stelle ha puntato alla loro delegittimazione sistematica e al loro svilimento in nome dell’antipolitica più becera e violenta. Grillo e i suoi seguaci hanno sempre teorizzato la democrazia dal basso, la trasparenza assoluta, il web come palla di vetro attraverso cui tutto vedere e tutto conoscere, il semplice indagato come sinonimo di colpevolezza e quindi condizione sufficiente al discredito e alle dimissioni. Ecco. Di tutto questo oggi, a Roma, non esiste più niente. Riunioni segrete, scelte e nomine calate dall’alto, fughe da trasmissioni tv, mail nascoste o lette male (!!!), avvisi di garanzia da approfondire e via dicendo. Lo streaming? Scomparso. Le decisioni via web? Neanche una.

Mi si risponderà che il PD in passato non ha fatto meglio. Vero. E infatti abbiamo chiesto e gettato le basi perché le cose cominciassero a cambiare. Ma come diceva Pietro Nenni “a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura”. E in questa folle corsa a voler essere diversi a tutti i costi oggi Grillo, Di Maio, Di Battista e compagnia si riscoprono in tutto e per tutto uguali a quelli contro cui hanno fatto a gara a puntare il dito contro. E non possono chiedere le dimissioni di se stessi.

Noi, ad ogni modo, proseguiamo col nostro impegno e col nostro lavoro. Convinti che quello che stiamo facendo stia davvero servendo a costruire una Toscana e una Italia migliori. In questo senso i prossimi mesi ci vedranno impegnati a pieno sullacampagna a sostegno del referendum per il SI alla riforma costituzionale. Insieme ad alcuni amici ho contribuito alla realizzazione di una app chiamata “Costituendum”(QUI l’articolo su l’Unità) che, in maniera dinamica e interattiva, aiuta a conoscere tutti i dettagli del testo. Vi invito a scaricarla (è disponibile sia su App Store sia su Google Play).

In Consiglio Regionale, intanto, abbiamo ricominciato i lavori e ci sono due notizie che mi fa piacere condividere con tutti voi.

1. Grazie all’impegno del governo Renzi e del lavoro congiunto di tutti i livelli istituzionali sono finalmente stati sbloccati i 74 milioni di euro (sui 129 previsti dall’accordo stipulato a marzo 2013) da investire per concretizzare a pieno la rete ospedaliera del territorio toscano. Di questi, 11 milioni sono stati destinati a interventi di ristrutturazione e nuove dotazioni dei presidi ospedalieri pisani (QUI il dettaglio), soldi grazie ai quali potremo dare ai cittadini risposte che attendevano da tempo in un settore vitale come quello della sanità.

2. Dare un aiuto vero a chi è più in difficoltà è una delle priorità da quando siamo entrati in consiglio regionale. Insieme a Leonardo Marras, Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti avevamo incontrato personalmente qualche mese fa il ministro Giuliano Polettiper trovare nuove forme di tutela e sostegno al reddito per quei lavoratori che si fossero trovati senza ammortizzatori sociali. La buona notizia è ora che per chi ha perso o perderà i benefici della cassa integrazione o dell’Aspi nel corso del 2016 sono in arrivo una quota dei 235 milioni stanziati dal governo a livello nazionale ed in grado digarantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione.

Come sempre sarò felice, se vorrete, di leggere le vostre osservazioni, i vostri consigli, le vostre impressioni: a.mazzeo@consiglio.regione.toscana.it

PS. L’intervento di Matteo Renzi alla Festa dell’Unità di Firenze è stato bello, appassionato, ricco di spunti interessanti. Uno, in particolare, credo debba essere la nostra bussola nei mesi che arriveranno: all’interno della Riforma Costituzionale c’è la storia di quello che la sinistra ha detto di voler fare da anni senza riuscirci. Da Nilde Iotti al Pds, dall’Ulivo di Romano Prodi alla Bicamerale di D’Alema. Ora abbiamo la possibilità di realizzare quell’idea che puntava a superare il bicameralismo perfetto e a snellire il lavoro del Parlamento. Farlo è semplice, basta un si. L’alternativa non è un altro testo. L’alternativa è votare insieme alla destra e continuare a restare fermi, immobili, incapaci di decidere.

Un abbraccio,
Antonio

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